La rappresentazione dell'architettura e dei suoi fondamenti costruttivi ha un percorso di sviluppo lungo due millenni, vedendo transitare la realtà tridimensionale in disegno bidimensionale e supporti litici venir soppiantati da pergamena, carta e dall'attuale digitale. Se l'intento è sempre la trasmissibilità di informazioni tecniche o la sofisticata comunicazione professionale, il passaggio fondamentale odierno si concentra sulla decodificazione di ciò che si deve «impaginare, distribuire puntualmente in un layout, una griglia compositiva», che giustapponga disegni grafici di varia natura (tecnici, liberi, foto-realistici, concettuali, etc.). Implicitamente c'è sempre il tentativo di misurare le proprie capacità interpretative da applicare nella rilettura di ideatività altrui trasposte in un nuovo status formale e compositivo.
«Ogni città si racconta attraverso i suoi monumenti che intrecciano le loro storie scambiandosi forme e caratteri, perdendo i segni distintivi della loro appartenenza ad un’epoca o ad una geografia. (...) si sottraggono al tempo definito tra sconvolgimenti culturali e contaminazioni grammaticali, (...) sviluppando apparati caratterizzati da legami forti e rigidi o in altri casi deboli e flessibili. Realtà formali che si assemblano e che si disfanno in un continuum di esperienze nel tempo accumulatrici di saperi, di esperienze ma anche di dimenticanze ed accantonamenti».