La molteplicità del singolo e l'unicità nella moltitudine alternano e sovrappongono la gestione di compresenze autonome all'interno di una pluralità di significati. Condensare l'eterogeneità impone una strategia di sintesi che utilizza l'intercambiabilità simbolica delle forme come mezzo per estendere l'ampiezza evocativa, mutazioni disposte in un insieme determinato dall'omogeneità segnica e dalla reciproca connessione cromatica.
Assistere all'allestimento di una piccola mostra d'arte contemporanea fa scoprire le dinamiche, consapevoli ed inconsapevoli, che guidano la «messa in scena» di intenzioni, dubbi, speranze, scuotimenti emotivi che rimarranno sempre nella sfera personale ed intima. Perché il «dietro le quinte» non travalicherà mai l'astratto confine tra «il proprio mondo interiore con le luci della ribalta», o la continua ricerca di equilibrio tra se e la rappresentazione di se stessi.
