«Segni e figure governati da ritmi e geometrie danno vita a soggetti esili ed acrobatici (analoghi) al riduzionismo di fili metallici intrecciati in strutture aeree di silenziosa purezza». Nell'accostamento potrà stabilirsi un nesso d'affinità nell'estrarre elementi essenziali, nel trasformare la spazialità trasfigurando la bidimensionalità in tridimensionalità, nell'interazione tra l'evidenziazione compositiva e l'oscuramento luminoso.
Assistere all'allestimento di una piccola mostra d'arte contemporanea fa scoprire le dinamiche, consapevoli ed inconsapevoli, che guidano la «messa in scena» di intenzioni, dubbi, speranze, scuotimenti emotivi che rimarranno sempre nella sfera personale ed intima. Perché il «dietro le quinte» non travalicherà mai l'astratto confine tra «il proprio mondo interiore con le luci della ribalta», o la continua ricerca di equilibrio tra se e la rappresentazione di se stessi.
