L'inquieto revisionismo critico elabora sistemi sovrapposti apparentemente inconciliabili con disinvoltura eretica e «necessarie "delimitazioni del campo". (...) Tentare di impostare un sistema logico entro il quale considerare l'architettura come parte integrante della città ma non coincidente con essa (...) ipotizza "pezzi formalmente compiuti"» che rivendicano l'autonomia linguistica e tipologica inserita nella nuova «variabilità del tempo».
La molteplicità del singolo e l'unicità nella moltitudine alternano e sovrappongono la gestione di compresenze autonome all'interno di una pluralità di significati. Condensare l'eterogeneità impone una strategia di sintesi che utilizza l'intercambiabilità simbolica delle forme come mezzo per estendere l'ampiezza evocativa, mutazioni disposte in un insieme determinato dall'omogeneità segnica e dalla reciproca connessione cromatica.
