Ipotesi tipologiche dall'apparente riduzionismo elencale si consegnano alla realtà orografica e balistica in «nuove traiettorie planimetriche» elaborate in configurazioni imprevedibili. «Forme prime» governate dalla geometria deviano le premesse trattatistiche in nuovi accostamenti sequenziali, s'innalzano combinando «direttrici d'impatto» con inconsueti «destabilizzazioni della purezza formale e concettuale».
«Le vicende storiche che uniscono tipologia edilizia e forma urbana raccontano di un legame profondo venato, in certi casi, da ambiguità, compromessi e reciproche commistioni». L'indeterminatezza di alcune traiettorie evolutive producono elementi "doppi", enigmatici nel separare un chiesa dal proprio fronte urbano che si fa varco ed attraversamento, multipli nell'inflettersi dell'arco che è porta ma anche ponte, ibridi nell'incrociare un campanile in veste di torre. Ambiguità e conflittualità placate da una "sintesi superiore popolare e simbolica".
