Ampliare proiettivamente un campo, espanderlo oltre i margini definiti, è un esercizio interpretativo sul rapporto tra permanenza e modificazione, sulle potenziali capacità di reciproca interazione tra somiglianze ed affinità, «sulla struttura e le molteplici composizioni e dinamiche interne», sull'azione di «proiezioni da sorgenti a distanza infinita».
Assistere all'allestimento di una piccola mostra d'arte contemporanea fa scoprire le dinamiche, consapevoli ed inconsapevoli, che guidano la «messa in scena» di intenzioni, dubbi, speranze, scuotimenti emotivi che rimarranno sempre nella sfera personale ed intima. Perché il «dietro le quinte» non travalicherà mai l'astratto confine tra «il proprio mondo interiore con le luci della ribalta», o la continua ricerca di equilibrio tra se e la rappresentazione di se stessi.
