Non più terra di confine, le forme del passato diventato ricordo emanano «nessi temporali stratificati in cui s'articolano la corporeità storica, concreta e l'astrazione dello sguardo verso orizzonti mutevoli». La continuità temporale dal futuro verso il passato costituisce quindi il punto di intersezione «fra le frontiere marine davanti a sé e la molteplicità d'eventi di un tempo perduto».
Assistere all'allestimento di una piccola mostra d'arte contemporanea fa scoprire le dinamiche, consapevoli ed inconsapevoli, che guidano la «messa in scena» di intenzioni, dubbi, speranze, scuotimenti emotivi che rimarranno sempre nella sfera personale ed intima. Perché il «dietro le quinte» non travalicherà mai l'astratto confine tra «il proprio mondo interiore con le luci della ribalta», o la continua ricerca di equilibrio tra se e la rappresentazione di se stessi.
