«Ritrovare i "valori primordiali della civiltà" italica» innescò implicitamente quel «collante ideologico che tentò di ricomporre i frammenti di "mondi formali" separati, l'uno nel rapporto con la storia e la tradizione, l'altro nel congiungersi alla nuova "contemporaneità internazionale"». La trasversalità diventò ambigua nell'aprire un ventaglio di direttrici tra l'ibrido ed il categorico, dalle «astrazioni geometriche con ordine rigoroso, ai modelli classici nello spirito ma non nel linguaggio, alle ricadute accademiche che introiettarono il rapporto con l'antico imperiale».
Assistere all'allestimento di una piccola mostra d'arte contemporanea fa scoprire le dinamiche, consapevoli ed inconsapevoli, che guidano la «messa in scena» di intenzioni, dubbi, speranze, scuotimenti emotivi che rimarranno sempre nella sfera personale ed intima. Perché il «dietro le quinte» non travalicherà mai l'astratto confine tra «il proprio mondo interiore con le luci della ribalta», o la continua ricerca di equilibrio tra se e la rappresentazione di se stessi.
