La ricerca di sintesi, esigenza prima della comunicazione, può essere paragonata all'atto del comprimere, compressione di forme e di significati espellendo il superfluo. Trarre a sé l'essenziale comporta un processo sottrattivo seguendo percorsi anche associativi e combinatori, non immuni da ambiguità e sovrapposizioni. Ambivalenza che può delineare il tentativo di unificazione figurale tra forme rigide, concluse, autonome, con caratteri che tendono alla dinamicità, direzionalità ed orientamento.
«Il Modello è il mediatore tra un edificio che produce un altro edificio», attraverso «la capacità di assimilare, dove è necessario di modificare, le tipologie di altre culture (...). Certe innovazioni potevano essere accettate con pochi e minimi cambiamenti, o addirittura venivano usate così com'erano», integrando l'origine etrusca, la pratica greca e l'esigenza romana. Un podio, una scalinata, un pronao a colonne, definiscono un «tipo italico (...) Ma alla costruzione in legno dal profilo basso ed esteso del modello italico si sono sostituiti il calcare locale ed una eleganza di proporzioni che non sarebbe stata possibile soltanto una generazione prima».
