L'assenza espone a cicli e sequenze temporali l'ordine affiancato e sovrapposto, scanalato da ombre rigate mutevoli «all'aprirsi sul cielo dove scorrono le nuvole». L'assenza dilata la «perdita dei segni distintivi dell'appartenenza ad un'epoca o geografia (...) una sorta di tempo sospeso dentro il quale il superfluo si disperde e l'essenza si rivela».
Assistere all'allestimento di una piccola mostra d'arte contemporanea fa scoprire le dinamiche, consapevoli ed inconsapevoli, che guidano la «messa in scena» di intenzioni, dubbi, speranze, scuotimenti emotivi che rimarranno sempre nella sfera personale ed intima. Perché il «dietro le quinte» non travalicherà mai l'astratto confine tra «il proprio mondo interiore con le luci della ribalta», o la continua ricerca di equilibrio tra se e la rappresentazione di se stessi.
