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Hôtel de Ville e Maison du Roi, Grand-Place, Bruxelles

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«La ricchezza considerevole delle città costruite in comuni liberi, l'orgoglio municipale, il bisogno di ostentazione portano alla costruzione di palazzi, di città e di edifici commerciali la cui grandiosità e ricchezza rivaleggiano con quelle dei monumenti religiosi. La torre municipale è il punto culminante della città. (...)» e lo stile fiammeggiante consacrerà la dinamicità degli scambi nell'ibrido formale e simbolico.

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Palazzo delle Poste, Agrigento (Angiolo Mazzoni del Grande)

«Ritrovare i "valori primordiali della civiltà" italica» innescò implicitamente quel «collante ideologico che tentò di ricomporre i frammenti di "mondi formali" separati, l'uno nel rapporto con la storia e la tradizione, l'altro nel congiungersi alla nuova "contemporaneità internazionale"». La trasversalità diventò ambigua nell'aprire un ventaglio di direttrici tra l'ibrido ed il categorico, dalle «astrazioni geometriche con ordine rigoroso, ai modelli classici nello spirito ma non nel linguaggio, alle ricadute accademiche che introiettarono il rapporto con l'antico imperiale ».

Impaginazione grafica per tavola espositiva, "Progetti stesi - Architects meet in Selinunte" - Leisure&Fitness Sports Center (2018)

La rappresentazione dell'architettura e dei suoi fondamenti costruttivi ha un percorso di sviluppo lungo due millenni, vedendo transitare la realtà tridimensionale in disegno bidimensionale e supporti litici venir soppiantati da pergamena, carta e dall'attuale digitale. Se l'intento è sempre la trasmissibilità di informazioni tecniche o la sofisticata comunicazione professionale, il passaggio fondamentale odierno si concentra sulla decodificazione di ciò che si deve impaginare , distribuire puntualmente in un layout , una griglia compositiva, che giustapponga disegni grafici di varia natura (tecnici, liberi, foto-realistici, concettuali, etc.). Implicitamente c'è sempre il tentativo di misurare le proprie capacità interpretative da applicare nella rilettura di ideatività altrui trasposte in un nuovo status formale e compositivo.

Palazzo dell'Arengario, Monza

Le prime autonomie comunali diffusero un modello tipologico assimilabile ad un prototipo generato per persistenze e multiple intersecazioni. La forma-matrice del «Palatium Comunis» confermerà caratteristiche stabili e costanti (la piazza-mercato, il portico, la torre comunitaria) assumendo autonomia rappresentativa e sintesi civica.