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Contest on-line per il logo/machio "Poltronificio Italiano" (2025)

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Il "monogramma integrato", lettere ed ideogramma, può svelare intrecci inaspettati ed ambigui, manifestare assenze concentrate ed inglobate in forme compiute. La carica informativa e l'equilibrio tra le parti può coincidere con «quello spazio latente reso 'attivo' dal pieno che lo circoscrive e lo definisce» traducendo in una reciproca connessione l'intento di produrre una nuova matrice morfologica.

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Palazzo delle Poste, Agrigento (Angiolo Mazzoni del Grande)

«Ritrovare i "valori primordiali della civiltà" italica» innescò implicitamente quel «collante ideologico che tentò di ricomporre i frammenti di "mondi formali" separati, l'uno nel rapporto con la storia e la tradizione, l'altro nel congiungersi alla nuova "contemporaneità internazionale"». La trasversalità diventò ambigua nell'aprire un ventaglio di direttrici tra l'ibrido ed il categorico, dalle «astrazioni geometriche con ordine rigoroso, ai modelli classici nello spirito ma non nel linguaggio, alle ricadute accademiche che introiettarono il rapporto con l'antico imperiale ».

Marchio e logotipo per l'attività di enogastronomia "Fooddia" (bozza, 2016)

Mondi remoti hanno prodotto processi di auto-riconoscimento attraverso valori simbolici e materiali, alcuni duraturi ed altri, più fragili, sostituiti da nuovi feticci che, a volte, assumono i connotati di finzione o di artificio . La Sicilia, come entità storico-culturale, non si sottrae dall'avvicendamento di nuove invenzioni precostituite e l'idea di tradizione diventa terreno di scontro se abbagliati da facili inganni storici declinati in oggetti commerciali forvianti, eludendo ogni altro tipo di approfondimento. Risultò inutile, quindi, l'interpretazione scelta per una nuova immagine coordinata fondata sul gioco di parole food=cibo e foddia (in siciliano significa follia ) traslato nell'irrazionalità del Mito che ci accompagna da millenni.

Obelischi (o guglie), Napoli

«La devozione monolitica che s'innalza verso il sacro» accompagna costantemente l'esperienza umana verso «l'estremo limite», tra la scoperta del mondo e la sua trasfigurazione divina. Segna l'inizio «della modalità formale con cui andava celebrato un culto (...) per mantenere la concordia con le proprie divinità» ed eleva «l'innalzarsi» a suprema tecnica litica e di raro virtuosismo funambolico.