Il ritmo incessante di appropriazione e critica, di dialettica ed abbandoni, rende complesso il susseguirsi di vicende cronologiche caratterizzate da grovigli accademico-modernisti, oscillazioni e conflitti post-bellici ed un presunto ritorno alla «dignità dell'indigenza». Presente a se stesso nel suo presente, ideò una sostruzione «barocchetta» radicalizzando il contemporaneo «che qui sfiorò la provocazione figurativa (...), sintomo di un profondo processo di revisione, non solo linguistica».
La molteplicità del singolo e l'unicità nella moltitudine alternano e sovrappongono la gestione di compresenze autonome all'interno di una pluralità di significati. Condensare l'eterogeneità impone una strategia di sintesi che utilizza l'intercambiabilità simbolica delle forme come mezzo per estendere l'ampiezza evocativa, mutazioni disposte in un insieme determinato dall'omogeneità segnica e dalla reciproca connessione cromatica.
