Riavvolgere il nastro del «tempo lineare e cumulativo» produce la «magia del ripristino» custodito in un involucro temporale indefinito, ricomposto a prolungarne l'esistenza estetica e l'impossibile perennità. La mutevolezza delle interpretazioni hanno interrogato costantemente la consistenza del «fare umano, unico ed irripetibile, espressione sapiente di "cultura materiale", oltre che dello stesso fluire del tempo».
La molteplicità del singolo e l'unicità nella moltitudine alternano e sovrappongono la gestione di compresenze autonome all'interno di una pluralità di significati. Condensare l'eterogeneità impone una strategia di sintesi che utilizza l'intercambiabilità simbolica delle forme come mezzo per estendere l'ampiezza evocativa, mutazioni disposte in un insieme determinato dall'omogeneità segnica e dalla reciproca connessione cromatica.
