Se il «concetto di storia viene visto nell'ottica della trasformazione (delle forme), con un carattere di apertura a successive interpretazioni (...), le progressive mutazioni si verificano in continuità» con una base culturale rintracciabile anche in esempi isolati, marginali ma significativi. Pescare dalle forme della storia la serialità della volta alla catalana in superfici conoidi, tramutarla in prototipo scultoreo e successivamente estenderlo a scala territoriale, non rappresenta solo un processo conoscitivo (storico, costruttivo, geometrico, etc.) ma l'immissione di nuove categorie formali in ambiti contemporanei.
La molteplicità del singolo e l'unicità nella moltitudine alternano e sovrappongono la gestione di compresenze autonome all'interno di una pluralità di significati. Condensare l'eterogeneità impone una strategia di sintesi che utilizza l'intercambiabilità simbolica delle forme come mezzo per estendere l'ampiezza evocativa, mutazioni disposte in un insieme determinato dall'omogeneità segnica e dalla reciproca connessione cromatica.
