I Teatri della Città. Mettere in scena la vita quotidiana è la naturale estensione del mondo diventato «il teatro dell'auto-rappresentazione» tra realtà e simulazione, «maschere» e spettatori, palchi e scena dell'arte dell'improvvisazione. La densità umana ed urbana apre nuovi «scenari» verticali dove quinte teatrali o loggiati popolari si scambiano di ruolo nel condividere «atti unici» di farsesca quotidianità.
La molteplicità del singolo e l'unicità nella moltitudine alternano e sovrappongono la gestione di compresenze autonome all'interno di una pluralità di significati. Condensare l'eterogeneità impone una strategia di sintesi che utilizza l'intercambiabilità simbolica delle forme come mezzo per estendere l'ampiezza evocativa, mutazioni disposte in un insieme determinato dall'omogeneità segnica e dalla reciproca connessione cromatica.
