La visione avanguardista della «massa primitiva» azzerò l'accumulo storico dell'ortogonalità per esplorare la tettonica dalla «nudità originaria, nella sua materialità sedimentata, attraverso allusioni a possibili processi vitali». Mendelsohn prefigurava in schizzi ondulatori e striati «una materia "in infinito movimento" rimodellata dai fenomeni e dalla casualità atmosferica». «Luckhardt sognava emozionanti immagini della natura in ammassi cristallini con la loro capacità di riflettere la luce». Massa apparentemente duttile e malleabile fluidificata dal vigore curvilineo dell'impianto volumetrico, ritmicamente scandito dall'erosione litologica e dalla ciclicità dei flussi eolici.
«Ritrovare i "valori primordiali della civiltà" italica» innescò implicitamente quel «collante ideologico che tentò di ricomporre i frammenti di "mondi formali" separati, l'uno nel rapporto con la storia e la tradizione, l'altro nel congiungersi alla nuova "contemporaneità internazionale"». La trasversalità diventò ambigua nell'aprire un ventaglio di direttrici tra l'ibrido ed il categorico, dalle «astrazioni geometriche con ordine rigoroso, ai modelli classici nello spirito ma non nel linguaggio, alle ricadute accademiche che introiettarono il rapporto con l'antico imperiale ».
