La visione avanguardista della «massa primitiva» azzerò l'accumulo storico dell'ortogonalità per esplorare la tettonica dalla «nudità originaria, nella sua materialità sedimentata, attraverso allusioni a possibili processi vitali». Mendelsohn prefigurava in schizzi ondulatori e striati «una materia "in infinito movimento" rimodellata dai fenomeni e dalla casualità atmosferica». «Luckhardt sognava emozionanti immagini della natura in ammassi cristallini con la loro capacità di riflettere la luce». Massa apparentemente duttile e malleabile fluidificata dal vigore curvilineo dell'impianto volumetrico, ritmicamente scandito dall'erosione litologica e dalla ciclicità dei flussi eolici.
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