Il rapporto fra organismo architettonico ed avvenimenti della storia genera complesse strategie di modificazione potenzialmente elencabili e traducibili in principi compositivi. I processi di trasformazione manipolano la realtà fisica trasformando le permanenze in nuove conformazioni con «il semplice atto dell'estrusione» e «la tenuta funzionale e la risignificazione di alcuni tipi tramandati nella storia (per) stratificazioni ed interferenze tra temi, funzioni e significati», manifesta la volontà di amplificare nel tempo identità già esistenti.
La molteplicità del singolo e l'unicità nella moltitudine alternano e sovrappongono la gestione di compresenze autonome all'interno di una pluralità di significati. Condensare l'eterogeneità impone una strategia di sintesi che utilizza l'intercambiabilità simbolica delle forme come mezzo per estendere l'ampiezza evocativa, mutazioni disposte in un insieme determinato dall'omogeneità segnica e dalla reciproca connessione cromatica.
