Il processo di svuotamento compositivo del «luogo di delizie» suburbano conduce ad una trasfigurazione formale ed illusoria esposta alla luce romana del '500. L'artificio trasforma la bidimensionalità in «un peristilio sfondato sul paesaggio» urbano d'allora, rappresentato realisticamente lì dov'era, annullando momentaneamente la distanza temporale non più colmabile.
L’indeterminazione del campo spaziale-proiettivo favorisce la ripetizione-permutazione «incentrata sulla figura geometrica del cubo (...), un modulo perfetto per poter sviluppare una trama infinita di possibilità e combinazioni». Le «Isometric Forms» misurano la «serialità manipolata» attraverso l'omogeneità materiale delle superfici, tra «brutalismo da Concrete Block Structures» e razionalità stereometrica. Prototipi di ridotte dimensioni (15x15x15, le stesse del prelievo di calcestruzzo in cantiere) testeranno il conglomerato cementizio con inerti di diversa pezzatura e di diverso tono, da realizzare secondo tre fasce sovrapposte (getto per gravità) o seguendo la griglia geometrica del «cubetto».
