Ricordi stropicciati e sovraesposti. Serena ed i gatti attorniati dai libri con l'avvertimento «non li abbiamo letti tutti», la gioventù mai abbandonata della Fossa dei Leoni ed il Milan, l'irrequietezza dalla lucidità dura e perentoria, la pioggia di Mothia e la traduzione dal tedesco, l'ironia linguistico-fonetica per «accabbanna, accastabbanna ed addabbanna», i profondi vicoli di Genova che sembrano una Palermo adombrata, le ostriche sul lungomare al tramonto e la giacca di velluto blu per Rai3, la sabbia mediterranea e l'invocazione «Thálassa! Thálassa!», la curiosità indomita per il pensiero e per la vita. Tuttodunfiato.
«Le vicende storiche che uniscono tipologia edilizia e forma urbana raccontano di un legame profondo venato, in certi casi, da ambiguità, compromessi e reciproche commistioni». L'indeterminatezza di alcune traiettorie evolutive producono elementi "doppi", enigmatici nel separare un chiesa dal proprio fronte urbano che si fa varco ed attraversamento, multipli nell'inflettersi dell'arco che è porta ma anche ponte, ibridi nell'incrociare un campanile in veste di torre. Ambiguità e conflittualità placate da una "sintesi superiore popolare e simbolica".
