Ricordi stropicciati e sovraesposti. Serena ed i gatti attorniati dai libri con l'avvertimento «non li abbiamo letti tutti», la gioventù mai abbandonata della Fossa dei Leoni ed il Milan, l'irrequietezza dalla lucidità dura e perentoria, la pioggia di Mothia e la traduzione dal tedesco, l'ironia linguistico-fonetica per «accabbanna, accastabbanna ed addabbanna», i profondi vicoli di Genova che sembrano una Palermo adombrata, le ostriche sul lungomare al tramonto e la giacca di velluto blu per Rai3, la sabbia mediterranea e l'invocazione «Thálassa! Thálassa!», la curiosità indomita per il pensiero e per la vita. Tuttodunfiato.
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La ricerca di sintesi, esigenza prima della comunicazione, può essere paragonata all'atto del comprimere, compressione di forme e di significati espellendo il superfluo. Trarre a sé l'essenziale comporta un processo sottrattivo seguendo percorsi anche associativi e combinatori, non immuni da ambiguità e sovrapposizioni. Ambivalenza che può delineare il tentativo di unificazione figurale tra forme rigide, concluse, autonome, con caratteri che tendono alla dinamicità, direzionalità ed orientamento.
