«Intorno al bacino del Mediterraneo ogni pietra, di qualunque epoca, racconta la stessa favola di gloria (...)», di immaginifico carattere, di espressività geologica e primordiale, «un variegato insieme di forme potenziali, armoniche ed organiche, vorticose ed accidentate». La stereotomia restituisce «una mappa geologica di territori sconosciuti, come uno sguardo inedito su un mondo ancora inesplorato, come osservato per la prima volta all’inizio dei tempi. Come una reliquia di paesaggio congelato».
La molteplicità del singolo e l'unicità nella moltitudine alternano e sovrappongono la gestione di compresenze autonome all'interno di una pluralità di significati. Condensare l'eterogeneità impone una strategia di sintesi che utilizza l'intercambiabilità simbolica delle forme come mezzo per estendere l'ampiezza evocativa, mutazioni disposte in un insieme determinato dall'omogeneità segnica e dalla reciproca connessione cromatica.
