L'effimero duraturo. Le vittorie della cristianità imperiale cinquecentesca esaltarono «la produzione siciliana di allestimenti temporanei (...), la messa a punto delle strutture cerimoniali d'accoglienza e la valorizzazione dei percorsi monumentali» sul quale dispiegare il fasto degli apparati trionfali. Il vuoto urbano cessa di adempiere a ruolo di semplice residuo tra le edificazioni e diviene entità figurativa a se stante, «un perfetto dispositivo scenico a servizio degli eventi celebrativi» che prefigureranno le «fastose "macchine" permanenti della nuova città».
La molteplicità del singolo e l'unicità nella moltitudine alternano e sovrappongono la gestione di compresenze autonome all'interno di una pluralità di significati. Condensare l'eterogeneità impone una strategia di sintesi che utilizza l'intercambiabilità simbolica delle forme come mezzo per estendere l'ampiezza evocativa, mutazioni disposte in un insieme determinato dall'omogeneità segnica e dalla reciproca connessione cromatica.
