Il disegno di sistemi radiali ed autoritari prolunga l'eco di «un mondo "aperto", in relazione con centri di "significati" (...) che si traducono nei termini di unificazione, integrazione ed estensione spaziale». Spazi proiettivi e potenzialmente infiniti, convergenti e divergenti allo stesso tempo, interrotti unicamente dalle interrelazioni con la soglia del reale.
La molteplicità del singolo e l'unicità nella moltitudine alternano e sovrappongono la gestione di compresenze autonome all'interno di una pluralità di significati. Condensare l'eterogeneità impone una strategia di sintesi che utilizza l'intercambiabilità simbolica delle forme come mezzo per estendere l'ampiezza evocativa, mutazioni disposte in un insieme determinato dall'omogeneità segnica e dalla reciproca connessione cromatica.
