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Palazzo della Pilotta, allestimento della Galleria Nazionale, Parma (Guido Canali)

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Il vuoto può essere «oggetto di un procedimento di vera e propria costruzione» di una assenza determinata, consapevole, che si propone alla spazialità storica e stratificata «come suo valore speculare, simmetrico e subordinato, una vera matrice opposta». Opposta nelle facili somiglianze sostituendo i principi di continuità ed integrazione con l'affiancamento o le adiacenze, evitando il mimetismo e preferendo forme che figurano il vuoto catturando inediti campi visivi. Le giustapposizioni di intelaiature ed impalcature «permettono al visitatore di cogliere gli ambienti nella loro volumetria originaria (...) rispettosi del testo murario preesistente», mantenendo le reciproche autonomie che «costruiscono il dialogo democratico sia sul piano spaziale che temporale».

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