«L'Hosterium Magnum manifesta ancora tutta la potenza di palazzo fortificato (...) e caposaldo di eventi storici» che tramandarono la cultura fatimita-normanna nel nuovo «Gotico, chiamato poi chiaramontano». Considerato "Regnum in Regno", «il palazzo porta con se il destino ad essere torre, padrone del contesto», ad essere «fortezza di difesa e di accoglienza», ad imporsi come residenza gentilizia mantenendo le componenti temporali e processuali precedenti. «Non è dato sapere se questa continuità o discontinuità della storia sono affidate ad un sistema consapevole o a uno scorrere occasionale degli eventi, (...) ma ciò che accadde conferma la possibilità di includere contraddizioni e dissonanze coniugando variabilità e persistenza».
La molteplicità del singolo e l'unicità nella moltitudine alternano e sovrappongono la gestione di compresenze autonome all'interno di una pluralità di significati. Condensare l'eterogeneità impone una strategia di sintesi che utilizza l'intercambiabilità simbolica delle forme come mezzo per estendere l'ampiezza evocativa, mutazioni disposte in un insieme determinato dall'omogeneità segnica e dalla reciproca connessione cromatica.
