La conflittualità tra astrazione tipologica e realismo della forma urbana innesca reciproche relazioni d'interferenza, dipendenza e modificazione. La pratica del costruire declina le rigidità geometrico-razionali adeguandole su morfologie complesse, assecondando la topografia con slittamenti compositivi, invenzioni formali ed ambiguità consapevoli. Ambiguità espresse «attraverso un'organizzazione non convenzionale di parti convenzionali (...) cosicché il fuori scala, a guardarlo da lontano, non sembra poi così eccessivo» ed il punto d'intersezione convoglierà i desideri e le ambizioni d'auto-rappresentazione urbana e sociale.
La molteplicità del singolo e l'unicità nella moltitudine alternano e sovrappongono la gestione di compresenze autonome all'interno di una pluralità di significati. Condensare l'eterogeneità impone una strategia di sintesi che utilizza l'intercambiabilità simbolica delle forme come mezzo per estendere l'ampiezza evocativa, mutazioni disposte in un insieme determinato dall'omogeneità segnica e dalla reciproca connessione cromatica.
