Superficie acromatica e «materia animata» celano l'ambigua compresenza tra l'afonia dell'«incolore» e l'eco dell'enfasi gestuale. «Il bianco ci colpisce come un grande silenzio che ci sembra assoluto», un'assenza di suono che silenzia, solo per un breve momento, l'insistente riverbero diafano ed asettico. L'«Allustratura» assume forma e consistenza frammentandosi in ombre di frotte volteggianti, in pieghe distese con agilità gaia e leggera, moltiplicando la vivacità energica in nuovi equilibri instabili.
La molteplicità del singolo e l'unicità nella moltitudine alternano e sovrappongono la gestione di compresenze autonome all'interno di una pluralità di significati. Condensare l'eterogeneità impone una strategia di sintesi che utilizza l'intercambiabilità simbolica delle forme come mezzo per estendere l'ampiezza evocativa, mutazioni disposte in un insieme determinato dall'omogeneità segnica e dalla reciproca connessione cromatica.