Il dispiegamento delle reti materiali ed immateriali ricomposte in proporzioni classiche, accentuano l'evasione verso l'indefinito del «quasi non si tocca e non si vede». Esili strutture filiformi che accentuano il vuoto come uno spazio transitorio ed «orientati verso orizzonti di luce, verso spazi di quell' "infinito che contiene infiniti infiniti"»
La molteplicità del singolo e l'unicità nella moltitudine alternano e sovrappongono la gestione di compresenze autonome all'interno di una pluralità di significati. Condensare l'eterogeneità impone una strategia di sintesi che utilizza l'intercambiabilità simbolica delle forme come mezzo per estendere l'ampiezza evocativa, mutazioni disposte in un insieme determinato dall'omogeneità segnica e dalla reciproca connessione cromatica.
