«La devozione monolitica che s'innalza verso il sacro» accompagna costantemente l'esperienza umana verso «l'estremo limite», tra la scoperta del mondo e la sua trasfigurazione divina. Segna l'inizio «della modalità formale con cui andava celebrato un culto (...) per mantenere la concordia con le proprie divinità» ed eleva «l'innalzarsi» a suprema tecnica litica e di raro virtuosismo funambolico.
La molteplicità del singolo e l'unicità nella moltitudine alternano e sovrappongono la gestione di compresenze autonome all'interno di una pluralità di significati. Condensare l'eterogeneità impone una strategia di sintesi che utilizza l'intercambiabilità simbolica delle forme come mezzo per estendere l'ampiezza evocativa, mutazioni disposte in un insieme determinato dall'omogeneità segnica e dalla reciproca connessione cromatica.
