L'estensione della continuità materiale impose la trasposizione di modelli consolidati già simboli di prestigio e di potere, assorbiti e ricomposti per evocare e confermare una «passata grandezza antica». La nuova religione accoglie in se e fa proprie «forme espressive del loro tempo: le opere parlano lo stesso linguaggio formale della contemporanea arte pagana con gli stessi temi iconografici», traslati per esprimere i nuovi valori ideali e comunicativi.
La molteplicità del singolo e l'unicità nella moltitudine alternano e sovrappongono la gestione di compresenze autonome all'interno di una pluralità di significati. Condensare l'eterogeneità impone una strategia di sintesi che utilizza l'intercambiabilità simbolica delle forme come mezzo per estendere l'ampiezza evocativa, mutazioni disposte in un insieme determinato dall'omogeneità segnica e dalla reciproca connessione cromatica.
