La rappresentazione grafica ha accompagnato l'esplorazione del «mondo visibile» sviluppando codici rigorosi sempre più precisi ed attendibili. Dall'«empirismo visivo alle proiezioni di Monge» si concatenarono riproduzioni della realtà diventate cartesiane che emularono le profondità della terza dimensione. «Ma il prodursi di una peculiare condizione spaziale sospesa tra le due e le tre dimensioni può causare un'alterazione percettiva dello stato tridimensionale, mutamento che mantiene l’astrazione bidimensionale nella compressione della profondità spaziale (...) assottigliata fino al limite della pura astrazione».
La molteplicità del singolo e l'unicità nella moltitudine alternano e sovrappongono la gestione di compresenze autonome all'interno di una pluralità di significati. Condensare l'eterogeneità impone una strategia di sintesi che utilizza l'intercambiabilità simbolica delle forme come mezzo per estendere l'ampiezza evocativa, mutazioni disposte in un insieme determinato dall'omogeneità segnica e dalla reciproca connessione cromatica.
