Le attuali attività agonistiche sono in stretta relazione con "consuetudini" antiche quanto cruente, declinandone regole e combattività ed acquisendo modelli identificativi come colori, stemmi e bandiere. Non a caso le società sportive adottano, da sempre, elementi figurativi riconducibili ai blasoni araldici per rappresentare se stessa con i propri simboli, cromie e partizioni geometriche. Questi apparati segnici hanno costituito nel tempo modalità espressive transitate nella ciclica evoluzione dei materiali iconografici, raggiungendo e condizionando i nuovi fenomeni visivi contemporanei.
La molteplicità del singolo e l'unicità nella moltitudine alternano e sovrappongono la gestione di compresenze autonome all'interno di una pluralità di significati. Condensare l'eterogeneità impone una strategia di sintesi che utilizza l'intercambiabilità simbolica delle forme come mezzo per estendere l'ampiezza evocativa, mutazioni disposte in un insieme determinato dall'omogeneità segnica e dalla reciproca connessione cromatica.
