«Lo scorrere degli eventi» cadenza le produzioni dell'intelletto umano in cicli d'esperienze dalle «geografie complesse». Uomini del nord diventati stanziali riconfigurarono la propria presenza nella Storia attraverso l'appropriazione e l'assimilazione di altre forme figurative nelle quali riconoscersi. Traslarono con abilità il ricordo di membrature lignee in poderosi costoloni voltati, utilizzarono la monumentalità carolingia per erigere intimidatori «corpi occidentali», intrecciando audacemente potere temporale e spirituale.
La molteplicità del singolo e l'unicità nella moltitudine alternano e sovrappongono la gestione di compresenze autonome all'interno di una pluralità di significati. Condensare l'eterogeneità impone una strategia di sintesi che utilizza l'intercambiabilità simbolica delle forme come mezzo per estendere l'ampiezza evocativa, mutazioni disposte in un insieme determinato dall'omogeneità segnica e dalla reciproca connessione cromatica.
