«Probabilmente la particolare bellezza dell'architettura consiste anche nel fatto che essa è insieme oggetto ed effige delle regole che governano. Non viene forse da qui la particolare bellezza delle abazie o dei conventi, di tutti quegli antichi esempi dove la "regula" fa si che le forme ripetano esattamente la cadenza dei giorni tutti uguali in un disegno ineguagliabile per chiarezza?».
La molteplicità del singolo e l'unicità nella moltitudine alternano e sovrappongono la gestione di compresenze autonome all'interno di una pluralità di significati. Condensare l'eterogeneità impone una strategia di sintesi che utilizza l'intercambiabilità simbolica delle forme come mezzo per estendere l'ampiezza evocativa, mutazioni disposte in un insieme determinato dall'omogeneità segnica e dalla reciproca connessione cromatica.
