Esistono legami tra le forme osservate e la «vita quotidiana divenuta Storia» da cogliere per adiacenze e concatenate successioni. Le cronache narrate sulla pietra di Creully o intessute in arazzi «pacificatori» raccontano gli intenti nel placare le conflittualità con ordine gerarchico «sia orizzontale che verticale», plasmando il contemporaneo con armonizzazioni turrite e riscritture postume di nuove conquiste.
La molteplicità del singolo e l'unicità nella moltitudine alternano e sovrappongono la gestione di compresenze autonome all'interno di una pluralità di significati. Condensare l'eterogeneità impone una strategia di sintesi che utilizza l'intercambiabilità simbolica delle forme come mezzo per estendere l'ampiezza evocativa, mutazioni disposte in un insieme determinato dall'omogeneità segnica e dalla reciproca connessione cromatica.
