«Ogni rottura col passato cambia solo gli oggetti del passato: i fondamenti di ieri diventano relitti; altri relitti, fino a ieri incogniti, diventano il centro di un'improvvisa attenzione», ridefinendo, come nei Chamber works, «un orizzonte, una linea dominante che serve come un dispositivo ordinatore» del nuovo formalismo radicale. La dissoluzione sfuma i confini temporali del "passato" estendendone la sfera d'azione, ne sposta cronologicamente l'asse d'attenzione attraverso nuovi affioramenti provenienti dalla tradizione delle avanguardie, residui rimodulati in frammenti dissolti di scie e segni proiettivi.
La molteplicità del singolo e l'unicità nella moltitudine alternano e sovrappongono la gestione di compresenze autonome all'interno di una pluralità di significati. Condensare l'eterogeneità impone una strategia di sintesi che utilizza l'intercambiabilità simbolica delle forme come mezzo per estendere l'ampiezza evocativa, mutazioni disposte in un insieme determinato dall'omogeneità segnica e dalla reciproca connessione cromatica.
