Luoghi apparentemente marginali accumulano esperienze stratificate e vivacemente coesistenti. Alla regola del realismo liturgico si affianca l'illusionismo della regola prospettica, il «molteplice di credenza, vissuto e rito» proietta lo sguardo da punti di vista privilegiati, "da sotto in su", ampliando la «comprensione immediata, chiara, diretta e sentita della indubitabile presenza di Dio».
La molteplicità del singolo e l'unicità nella moltitudine alternano e sovrappongono la gestione di compresenze autonome all'interno di una pluralità di significati. Condensare l'eterogeneità impone una strategia di sintesi che utilizza l'intercambiabilità simbolica delle forme come mezzo per estendere l'ampiezza evocativa, mutazioni disposte in un insieme determinato dall'omogeneità segnica e dalla reciproca connessione cromatica.
