Le generazioni dei «Magister Cosmatus» estendevano con abilità bizantina i "recuperi" dell'eredità tardo antica, dispiegando geometrie policentriche tra colonne di spoglio ed "innalzamenti" papali. La «Schola Graeca» diventò ben presto «Marmorara romana», impaginando l'assialità delle funzioni liturgiche con metodo «alessandrino», ricomponendo lo spoglio pagano attraverso l'imitazione empirica ed annodando antiche regalità a nuove sacralità.
La molteplicità del singolo e l'unicità nella moltitudine alternano e sovrappongono la gestione di compresenze autonome all'interno di una pluralità di significati. Condensare l'eterogeneità impone una strategia di sintesi che utilizza l'intercambiabilità simbolica delle forme come mezzo per estendere l'ampiezza evocativa, mutazioni disposte in un insieme determinato dall'omogeneità segnica e dalla reciproca connessione cromatica.
