Mettere in fila le azioni di manipolazione, trasformazione di elementi dati (font tipografici o altro) significa ricostruire una consecutività a volte non lineare, ingarbugliata nel suo divenire, fatta di scelte sbagliate e ripensamenti, riscrittura e conferme. Sicché la successione viene calibrata su momenti intermedi di riflessione e la giustapposizione diventa processo di collage sequenziale: sovrapporre, ingrandire, sottrarre, ritagliare, spostare, aggiungere, ruotare, ripetere. Fine.
La molteplicità del singolo e l'unicità nella moltitudine alternano e sovrappongono la gestione di compresenze autonome all'interno di una pluralità di significati. Condensare l'eterogeneità impone una strategia di sintesi che utilizza l'intercambiabilità simbolica delle forme come mezzo per estendere l'ampiezza evocativa, mutazioni disposte in un insieme determinato dall'omogeneità segnica e dalla reciproca connessione cromatica.
