La monocromia del testo nero su bianco è una eredità che proviene dall'invenzione dei caratteri mobili (quelli di Gutenberg per intederci), cromie (al plurale, se consideriamo lo sfondo bianco come componente attiva) diventate elementi distintivi ed inequivocabili della tipografia passata e recente. Considerati non subalterni l'uno a l'altro e bilanciati sullo stesso piano percettivo, la simbolicità storica dei due colori acquisirebbe un'identità traslata in supremazie cromatiche, energiche e vigorosamente strutturate.
«Le vicende storiche che uniscono tipologia edilizia e forma urbana raccontano di un legame profondo venato, in certi casi, da ambiguità, compromessi e reciproche commistioni». L'indeterminatezza di alcune traiettorie evolutive producono elementi "doppi", enigmatici nel separare un chiesa dal proprio fronte urbano che si fa varco ed attraversamento, multipli nell'inflettersi dell'arco che è porta ma anche ponte, ibridi nell'incrociare un campanile in veste di torre. Ambiguità e conflittualità placate da una "sintesi superiore popolare e simbolica".
