Neppure le mutilazioni del tempo attenuano la sfrenatezza di un corpo inarcato al suono dell'aulos, potenza fisica forgiata nell'ebrezza rituale in prossimità dell'improvvisa energia. La musica è ridondante nelle membra bronzee, in quell'unica nota dell'istante cercato, fermato nel flettere danzante, nell'abbandono disinibito di capelli fluttuanti d'estasi ed estetica ellenistica, nel realistico, nell'emotivo ed istintivo lirismo. D'un balzo di ritorno dal viaggio più lungo, un guizzo dalle profondità notturne della storia.
La molteplicità del singolo e l'unicità nella moltitudine alternano e sovrappongono la gestione di compresenze autonome all'interno di una pluralità di significati. Condensare l'eterogeneità impone una strategia di sintesi che utilizza l'intercambiabilità simbolica delle forme come mezzo per estendere l'ampiezza evocativa, mutazioni disposte in un insieme determinato dall'omogeneità segnica e dalla reciproca connessione cromatica.
