Le risorse economiche modeste ricavano un ambito lavorativo indefinito, privo di riferimenti già collaudati, adatto all'esercizio delle proprie privazioni e inibizioni formali. Di contro si potrebbe ipotizzare «un design capace di essere utile, umile ma anche energico con sforzo ideativo nell'impiegare scarsi mezzi finanziari (…), esaltando ciò che è disponibile invece di protestare per ciò che manca». Un realismo attivo con i piedi per terra che definisce piccoli e semplici principi compositivi e costruttivi, utilizzando materiali modesti ed economici che dettano forme autonome a volume zero.
La molteplicità del singolo e l'unicità nella moltitudine alternano e sovrappongono la gestione di compresenze autonome all'interno di una pluralità di significati. Condensare l'eterogeneità impone una strategia di sintesi che utilizza l'intercambiabilità simbolica delle forme come mezzo per estendere l'ampiezza evocativa, mutazioni disposte in un insieme determinato dall'omogeneità segnica e dalla reciproca connessione cromatica.
