«Ogni spettatore, dopo le iniziali visioni d'insieme che si offrono a distanza – approccio di tipo processuale –, s'avvicina progressivamente scoprendoli attraverso visioni angolari, di scorcio. (...) Al tempio periptero di pietra – dotato di caratteri monumentali, plastici, volumetrici – si richiede in particolare di solidificare uno spazio, di integrare e di completare il paesaggio naturale. Il suo vigore architettonico è spesso amplificato da una collocazione scenografica ed assoluta».
La molteplicità del singolo e l'unicità nella moltitudine alternano e sovrappongono la gestione di compresenze autonome all'interno di una pluralità di significati. Condensare l'eterogeneità impone una strategia di sintesi che utilizza l'intercambiabilità simbolica delle forme come mezzo per estendere l'ampiezza evocativa, mutazioni disposte in un insieme determinato dall'omogeneità segnica e dalla reciproca connessione cromatica.
