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Palazzo di Giustizia, Firenze (Leonardo Ricci)

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Le prefigurazioni di Michelucci, angoscianti e filamentose, fanno da preludio alla tormentata definizione di giustizia che lambisce l'ascetico ed il rarefatto, giustizia intesa «come percorso faticoso ed elemento costitutivo della città (...) in cui ci sia il senso e la certezza che tutto è giusto». I dubbi di Michelucci lasciano a Ricci la responsabilità di materializzare l'astrazione della tragedia umana in uno spazio sacrale, attingendo dai «frammenti di una identità (...) che fa parte della memoria collettiva dalla quale non si può prescindere». «L'asse è orientato verso il centro della città, verso le sue emergenze» e l'impianto basilicale ne configura la direzione e la spazialità, le torri in pietra santafiora ne evocano il ruolo storico di centralità urbana.

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Targa celebrativa "Calcestruzzi Ericina Libera 10 anni" (2018)

La stampa 3D permette di realizzare un oggetto in estrusione strato dopo strato partendo direttamente da un modello CAD 3D prodotto con dei software di modellazione. Il progetto ed il processo di stampa dovrà gestire la forma attraverso l' infill (riempimento) e la riduzione o l'esclusione di appositi supporti di costruzione (sfridi di lavorazione) da rimuovere manualmente in fase di pulizia. La parete di blocchi in calcestruzzo e l'iconica frase aziendale verrà riprodotta con un pattern tridimensionale che tenta di seguire le premesse produttive del processo di stampa.

www.solosconti.it - marchio, logotipo e layout web (in coll. 2011)

L'entità grafica e compositiva può (e deve) essere sottoposta ad una sorta di riduzionismo figurale e, conseguentemente, limitarsi al minimo sufficiente a spiegare se stessa. All'entità formale, va da sé, s'associa l'identità specifica, quel spiegare se stessa che condensa significati alle volte già codificati graficamente. Nel riutilizzo di elementi già conosciuti s'innesca la volontà di declinarli con sovrapposizioni, commistioni e dualità associative.

Halaesa Arconidea, Tusa

Lettere epigrafiche narrano di territori di confine che mutano e scompaiono, di città su crinali rievocate da horoi sormontate da vedette a guardia dell'orizzonte marino, di iscrizioni che riferiscono della «koinè» dorica e latina attraverso frammenti di unità non più ricomponibili. Gli effetti chiaroscurali evidenziano la sequenza di grafemi composti con sapienza e rigore geometrico, «aggraziate forme prime» distribuite tra spazi intermedi modulate da leggère tracce di interlinee.