«Le ombre si muovono, scalano pareti, abitano gli angoli e sono sfuggenti» in una esperienza visiva quanto tattile. «L'evocazione del mistero risulta dalla corrispondenza reciproca di luce e spazio, esplorando l'atmosfera della piazza in un momento molto particolare della giornata. (...) Girando la schiena al sole, si vuole esplorare la mutevolezza della qualità spaziale dovuta al cambiamento della direzione della luce. Gli elementi architettonici sono immaginati solo in termini di luce ed assenza di luce, lasciando fuori tutte le figure umane ed accentuando un profondo senso di silenzio».
La molteplicità del singolo e l'unicità nella moltitudine alternano e sovrappongono la gestione di compresenze autonome all'interno di una pluralità di significati. Condensare l'eterogeneità impone una strategia di sintesi che utilizza l'intercambiabilità simbolica delle forme come mezzo per estendere l'ampiezza evocativa, mutazioni disposte in un insieme determinato dall'omogeneità segnica e dalla reciproca connessione cromatica.
