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Mostra "Arte a palazzo", esposizione della collezione de "La Salerniana", Sale Duca di Montalto di Palazzo Reale, Palermo

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Nelle vicende già storicizzate dalla pubblicistica d'arte è forse possibile rintracciare due fronti (duellanti) contrapposti nella Roma degli anni '40? Un fronte attratto dall'astratto e l'altro dal realistico? Tutti provenienti dallo stesso luogo, la Sicilia, ma divisi idealmente e geograficamente in oriente ed occidente tra formalismo ed oggettivazione. L'ovest sembra aver tradotto in segni e simboli il passato elimo, in una riscrittura ossessiva iniziata dal Sanfilippo e tramandata dall'Accardi o in nuove steli votive traslate in icone enigmatiche da Consagra e Genovese. L'est greco traduce forze e aspetti della natura in miti ed eroi, in uno sforzo figurativo pragmatico quanto realistico. Eroi che sembrano tramutati in figure d'operai da Guttuso, nuove dee eteree ed ammiccanti immaginate da Greco e Fiume o con il ritorno ciclico alla natura rarefatta e mitica di Guccione. Forse è un confronto possibile? Chissà.

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