Il cielo plumbeo modifica sensibilmente l'immagine tramandata da Vermeer composta da luci garbate e femminili, muta la delicatezza carezzevole di poetiche vedute urbane, attenua le aggraziate luminosità di vita quotidiana minuziosamente descritte. Il Delfts Blauw è un riflesso cromatico su cui si stagliano le potenti guglie del vecchio e nuovo gotico, presenze attenuate dall'aurea rasserenate di silenzio ed intimità sospesa che riconcilia con il desiderio immaginato ma non appagato.
La molteplicità del singolo e l'unicità nella moltitudine alternano e sovrappongono la gestione di compresenze autonome all'interno di una pluralità di significati. Condensare l'eterogeneità impone una strategia di sintesi che utilizza l'intercambiabilità simbolica delle forme come mezzo per estendere l'ampiezza evocativa, mutazioni disposte in un insieme determinato dall'omogeneità segnica e dalla reciproca connessione cromatica.
