Tre secoli di unità temporale nel perseguire l'armonia moltiplicata all'infinito. Questo è il tempo condensato in un istante che cristallizza fedelmente il ritmo di bicromie a sesto oltrepassato sorrette da graniti, diaspri e marmi, luci zenitali che iberneranno «il punto di intersezione tra tempo ed eterno». Sincretismo nel ripetere il modello iniziale per gemmazione non alterando il codice ereditato, accrescendo lo spazio nel duplicare colonne romane e visigote per puro pragmatismo quantitativo. «Questa persistenza e permanenza è data dal loro valore costitutivo; dalla storia e dall'arte, dall'essere e dalla memoria».
La molteplicità del singolo e l'unicità nella moltitudine alternano e sovrappongono la gestione di compresenze autonome all'interno di una pluralità di significati. Condensare l'eterogeneità impone una strategia di sintesi che utilizza l'intercambiabilità simbolica delle forme come mezzo per estendere l'ampiezza evocativa, mutazioni disposte in un insieme determinato dall'omogeneità segnica e dalla reciproca connessione cromatica.
