Le modificazioni del paesaggio possono acquisire delle declinazioni poetiche in sconcertante armonia con il senso di sopravvivenza innato negli uomini. Arginare, proteggere, rimodellare, conquistare, perdere e riconquistare sono tutte azioni radicali di grande impegno collettivo ed al contempo di sconfinato equilibrio sostanziale ed estetico. Una grande opera di generazioni alternatesi nel convivere con «il timore, quasi reverenziale, per una entità a cui si riconosce il potere di travolgere ogni ricchezza e certezza, dall'altro con l'orgogliosa consapevolezza di avere un rapporto preferenziale e secolare con l’acqua, compagna di sempre».
La molteplicità del singolo e l'unicità nella moltitudine alternano e sovrappongono la gestione di compresenze autonome all'interno di una pluralità di significati. Condensare l'eterogeneità impone una strategia di sintesi che utilizza l'intercambiabilità simbolica delle forme come mezzo per estendere l'ampiezza evocativa, mutazioni disposte in un insieme determinato dall'omogeneità segnica e dalla reciproca connessione cromatica.
