Oltrepassare una porta storica e uno stretto vicolo è sufficiente per estraniarsi dai luoghi fino a quel momento percorsi, immergendosi in un'atmosfera artificiosa, composta da associazioni monumentali stranianti ed emblematiche. La sensazione di «sospensione e di spaesamento dell'intero scenario urbano (…) li decontestualizza, immerge grandi figure architettoniche in nuove atmosfere e visioni quasi mentali, oniriche perché imprevedibili. (…) Presenze enigmatiche che si fronteggiano gettando lunghe ombre su trame di pietra».
La molteplicità del singolo e l'unicità nella moltitudine alternano e sovrappongono la gestione di compresenze autonome all'interno di una pluralità di significati. Condensare l'eterogeneità impone una strategia di sintesi che utilizza l'intercambiabilità simbolica delle forme come mezzo per estendere l'ampiezza evocativa, mutazioni disposte in un insieme determinato dall'omogeneità segnica e dalla reciproca connessione cromatica.
